Le tre Comunità

22 settembre 2010

ALDENO

Adagiato nella valle dell’Adige, il paese sembra sia stato abitato già durante il Neolitico Medio; tuttavia notizie certe si hanno circa la romanizzazione del territorio in epoca imperiale, quando la Val Lagarina era percorsa dalla Via Claudia Augusta Padana.

Aldeno fece poi probabilmente parte dei domini del Ducato longobardo di Trento; ma certamente il tratto più catteristico della storia di Aldeno resta l’appartenenza al Comun Comunale, sorta di consorzio che venne a riunire, al fine di gestire al meglio il grande patrimonio di terre incolte e boschi comuni, i villaggi precedentemente inclusi nella comunità della Pieve Lagarina; tale “istituzione” ebbe vita incredibilmente lunga e fu soppressa solo all’inizio dell’Ottocento. Ancora oggi tale periodo storico viene rivissuto attraverso l’iniziativa “Il Comun Comunale: i giochi e la regola” dove si può assistere, tra maggio e giugno, a cortei storici in costume dell’epoca, a concerti, balletti e rappresentazioni storiche in palazzi, castelli medioevali e corti contadine.

Tra i monumenti più antichi sono da segnalare il Castello delle Flecche, cinquecentesca dimora della famiglia aldenese Brolio; la Torre Civica, unico elemento superstite della chiesa di S. Zeno (XVI-XVII secolo) demolita nel settecento e al centro del paese, la chiesa parrocchiale di S. Modesto (1776) nella cui piazza adiacente ogni lunedì mattina si svolge un piccolo ma pittoresco mercato.

Aldeno sorge su un vasto conoide alluvionale di declivio formatosi, in tempi remoti, dai detriti trasportati a valle dal torrente Arione; l’area in leggera pendenza e la fertile pianura permettono la produzione di vini pregiati e di ottima frutta e verdura, mele, prugne, ciliegie e asparagi. Prodotti artigianali: lavorazione del marmo, del legno e del ferro (carpenterie, falegnamerie, bottai, fabbri, costruzioni in ferro e alluminio).

CIMONE

Cimone è un comune di 621 abitanti della provincia di Trento. Si trova a circa 15 km a sud-ovest di Trento, sulla sponda destra del fiume Adige. Il nome originario del paese era Cimono, parola dal chiaro significato orografico che sta ad indicare cima o sommità dei monti. Cimone è un comune sparso composto da ben 14 frazioni di cui la principale è il Covelo.

Le attuali frazioni sono la naturale evoluzione degli antichi masi.Si hanno notizie della comunità di Cimone fin dal 1180 quando Aldrighetto di Castel Barco invio sul monte Bondone un boscaiolo di nome Menego (Domenico) con il preciso compito di abbattere alberi e procedere alla costruzione di un maso in quelle località.

L’evento più caratteristico organizzato dalla comunità di Cimone è sicuramente la “Barcarola”. A partire dal 1900, la manifestazione viene celebrata regolarmente ogni 25 anni e consiste nella costruzione di una barca che viene trainata da due coppie di buoi e fatta sfilare attraverso le frazioni del comune. La barcarola è guidata da un capitano e trasporta marinai, schiavi e guardie vestiti in abiti ottocenteschi. La Barcarola viene organizzata per commemorare i cimoneri che ad inizio ’900 furono costretti ad emigrare in America in cerca di un lavoro a causa della miseria. Nelle edizioni più recenti il trattore ha sostituito completamente i buoi.

GARNIGA TERME

L’etimologia del nome Garniga è alquanto controversa, perché il toponimo è di difficile interpretazione. La versione più frequente e forse anche la più comoda è quella che la fa derivare dal tedesco “gar nichts”, parola composta che sta a significare “ proprio niente”. Ci spieghiamo meglio: è documentato che, verso la fine del XII secolo o l’inizio del 13°, siano giunti a Garniga, o meglio nel suo esteso territorio, parecchi minatori tedeschi con lo scopo di sondare e studiare il terreno. Il loro incarico era di verificare se ci fossero veramente delle “ipotetiche” miniere e la possibilità di sfruttamento. Arrivarono però ad un flop clamoroso, tanto da affermare che in quella zona non c’era assolutamente nulla, un bel niente, cioè gar nichts nella loro lingua, a cui verrebbe attribuita l’etimologia di Garniga. Però questi minatori (colonizzatori) rimasero sul posto, trasformandosi via via in pastori, agricoltori, boscaioli e cacciatori.

Lo sfruttamento dei boschi (per la maggior parte cedui) è sempre stato fondamentale per la povera economia del paese. La vendita di legna da ardere e la produzione di calce viva e di carbone (o meglio carbonella) giustificano probabilmente la forte presenza di cognomi legati e derivanti da queste attività, cioè Coser (da cuocere la roccia calcarea) e Carbonari.

L’insediamento di coloni del Tirolo o della Baviera sulla montagna di Garniga ha dato origine ad una piccola isola linguistica tedesca. La stessa cosa si era verificata poco tempo prima sugli altipiani di Vezzena, Lavarone, Folgaria e nella Vallarsa. Che i primi coloni siano stati quasi tutti di lingua tedesca lo testificano molti toponimi, i nomi propri di persona, che compaiono sui documenti del XIII e XIV secolo. Ricordiamo che Garniga, pur vicina a Trento geograficamente, ha avuto la strada carrozzabile solo nel 1956. È da quella data che la vita e l’economia del paese cambiano radicalmente: tanti giovani scendono più facilmente a valle per il lavoro, qualcuno diventa artigiano o piccolo imprenditore, altri si trasferiscono definitivamente in città. Nello stesso tempo il turismo ha un piccolo boom: nascono tre alberghi, vengono rilanciate le cure termali, nasce una Pro Loco, si ristrutturano le case, ecc…

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